La crisi o per meglio dire il momento in cui il bruco diventa farfalla

La breccia, intesa come attimo di frattura, in ambito psicologico potrebbe essere identificata con il punto di svolta simboleggiato da quella situazione contingente che siamo abituati a chiamare crisi.

Il termine deriva dal greco e nel suo significato letterale vuol dire decisione. Ecco allora che la sua valenza non può e non deve essere per forza negativa.

Essere in crisi, anche se a prima vista, e seguendo l’opinione comune, potrebbe determinare un momento di scoramento che rasenta la depressione, significa in realtà attraversare un periodo, più o meno lungo, nel quale la riflessione può portare ad un cambiamento di marca positiva.

Un evento che ci colpisce non sarebbe, anche se non è sempre facile, da leggersi secondo una visione catastrofica, ma potrebbe venire interpretato come un giro di boa, un momento catartico. Un punto critico nel cammino della vita, a causa del quale ci troviamo a un bivio. Nei momenti di crisi dobbiamo scegliere quale strada intraprendere. Non possiamo tornare indietro, ma possiamo andare soltanto avanti. Robert Frost, poeta statunitense, scrisse “[…] due strade divergevano in un bosco ed io/ […] presi la meno battuta, /e questo ha fatto tutta la differenza”. Come a dire che a volte la scelta più difficile risulta, col passare del tempo, quella più utile.

Non è un caso che una derivazione della parola crisi sia crisalide, quello stadio attraverso il quale il bruco diventa farfalla. Un passaggio obbligato, se per il piccolo insetto sia consapevole o meno non è dato sapere, che trasforma il bruco, lo eleva dallo stelo del fiore e gli permette di volare. In fondo per lui, animale tanto quanto lo siamo noi umani, la crisi non è poi tanto male.

“Quello che per il bruco si chiama fine del mondo, per il mondo intero si chiama farfalla.”
(Lao Tsé)

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