Festività romane antiche e benessere in quel di Settembre

La salute per gli antichi romani, intesa come benessere psicofisico, aveva anche un carattere sociale. Il fatto di stare insieme e condividere un rito diveniva un fondamentale momento di aggregazione, portatore, in una comunità la cui religione era basata sul culto pubblico, di armonia.

In particolare nel mese di settembre, tra le numerose festività, si celebravano i Ludi Magni (i grandi giochi) dedicati al padre degli dei. Giove infatti godeva di attenzione per quindici giorni consecutivi nel Circo Massimo, luogo delle celebrazioni. Un’attenzione talmente personale che le statue delle divinità venivano poste sopra cuscini e servite delle migliori leccornie, che venivano poi mangiate dagli epuloni, i sacerdoti che avevano il compito di preparare il solenne banchetto.

Contemporaneamente alla celebrazione della nascita di Romolo (20 settembre) e di Augusto (23 settembre) si tenevano fiere e mercati. Verso la fine del mese invece (il 27 settembre) era tradizione rendere omaggio alla Fortuna, la sorte capace di far tornare a casa, sani e salvi, i soldati dalle battaglie.

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